LONDRA – MILANO SOLA ANDATA

by Valeria Viganò

Milano e Londra così vicine ma così diverse, nei quasi dieci anni vissuti in Inghilterra mi sono accorta delle enormi differenze tra queste due città, e lavorando nel fashion business ho notato soprattutto in questo settore che ci sono delle differenze abissali.
Partendo dal mio lavoro, quello della personal shopper, dove in Italia c’e stato il boom negli ultimi anni ma nonostante tutto è ancora una professione in grosse difficoltà, non è vista di buon occhio e soprattutto c’e tanta concorrenza e pochissima esperienza sul campo.

Mi manca Londra per mille motivi ma uno di quelli è sicuramente la meritocrazia, se sei bravo, ti impegni e dimostri tenacia e voglia di imparare, vieni premiato come meriti Ho cambiato cosi tanti lavori in quei dieci anni, ma mi sono tutti serviti ad arrivare dove sono ora, mi hanno portato a migliorare e crescere come persona e come fashion expert.
In Italia purtroppo quando trovi un lavoro devi tenertelo stretto e cambiare è sempre un passo azzardato.

Se dovessi collocare una Personal Shopper a Milano e a Londra, sicuramente, si parlerebbe di ambienti diversi, in Italia questa figura lavora da sola, ha un suo pacchetto clienti e dei solidi contatti con le boutique.
A Londra una Personal Shopper, soprattutto alle prime armi, può lavorare nei department stores (La nostra Rinascente), come Harrods, Selfridges, Harvey Nichols e molti altri. Questa figura fa parte del team vendite ma non è la venditrice che s’incontra sul piano, no, la Personal Shopper si trova nel reparto di Personal Shopping, Fashion Concierge, Private Shopping o come qualsivoglia chiamare. E’ lì che avviene la magia, il cliente incontra il suo PS e dopo un’informale chiacchierata, dove si discutono i dettagli dell’appuntamento, budget e richieste speciali, si comincia con il tour.
Una volta scelti i capi da provare si torna in “Private Shopping” dove tra divani in velluto e bicchieri di champagne si comincia a indossare i capi selezionati durante il tour e con l’aiuto del PS si trovano le combinazioni più adatte alla figura.
Un appuntamento può durare dall’ora e mezzo alle tre ore in base alle esigenze del cliente e da cosa sta cercando.
Finito l’appuntamento ci si sposta in cassa, dove si procede con il pagamento e lo scambio dei dettagli se è il primo appuntamento. Da lì s’instaura un rapporto di amicizia e fiducia con il PS, si inseriscono nome e cognome nel database del “Personal Shopping” cosi che il cliente potrà essere contattato di tanto in tanto dal suo PS per nuovi arrivi, promozioni ed eventi.
Ah dimenticavo, questo servizio in alcuni department store è gratuito, in altri bisogna essere già un cliente registrato e con un archivio vendite sostanzioso.

Una volta tornata in Italia mi sono accorta che questa figura purtroppo non esiste se non, come dicevo prima, con partita IVA e una buona lista di nomi, che non è cosi facile come può sembrare, serve impegno, buoni contatti e tanta tanta pazienza.
Mi chiedo, quante volte vi è capitato di entrare in Rinascente e sentirvi persi completamente? Quante volte avete chiesto a un venditore di aiutarvi e come risposta aver ricevuto un “ Mi dispiace ma quello non è il mio reparto, qualcun altro sicuramente vi aiuterà”. Allora perché non offrire una persona che copre tutti i reparti? Dal beauty, all’abbigliamento, all’arredamento, al cibo e agli accessori?
Perché non offrire un trattamento speciale a chi lo necessita?
Purtroppo non sono io che decido e con il tempo mi sono abituata alle usanze, se cosi possiamo chiamarle, Italiane.
Ma si sa’, la speranza è sempre l’ultima a morire e l’Italia è un paese che vuole stare sempre al passo con le tendenze, chissà se presto anche qui potremo provare vestiti sorseggiando champagne seduti sul divano.
We never know!

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